Ha registrato un grande numero di visitatori l’11° “Salone del Franchising”, svoltosi dal 7 al 9 marzo presso la Fiera del Sud di Catania e arricchito da una fitta serie di incontri e convegni.

La FIF (Federazione Italiana Franchising) ha evidenziato nella sua assemblea che il franchising continua la sua crescita anche in questo periodo di contrazione dei consumi, grazie a vantaggi derivanti soprattutto dalle economie di scala: risparmio sui costi per le indagini sul prodotto e per la comunicazione. Ecco i punti-chiave per avviare un’affiliazione: verifica della regolarità del contratto; indagini di geomarketing; strumenti di finanziamento veloci, per non bruciare occasioni di business.
Il convegno “Un 8 marzo lungo 100 anni” ha confermato che l’imprenditoria femminile continua a crescere, soprattutto nel Mezzogiorno. Nelle classifiche europee l’Italia rimane però fanalino di coda nella percentuale di occupazione femminile (secondo il “Global Gender Gap 2007” pubblicato dal World Economic Forum), soprattutto nel Sud.
Secondo una ricerca di McKinsey &Company le imprese con più presenza femminile nei CdA hanno migliori performance economico-finanziarie. Ma come far entrare più donne nelle dirigenze? Non c’è bisogno di quote rosa, ma di strumenti per conciliare famiglia e lavoro: flessibilità di orari, servizi sociali, agevolazioni fiscali. Cambiare è possibile: lo hanno dimostrato le testimonianze di alcune imprenditrici siciliane.
E’ stato presentato il giorno 9 il primo rapporto sul franchising nell’Italia del Sud. Nel Mezzogiorno il più grande giro d’affari nel franchising si registra in Campania; seguono Puglia e Sicilia. Campania e Sicilia sono le regioni con il maggior numero di franchisor. Il Sud (Sicilia inclusa) in tutto conta molti franchisor (15% di quelli italiani), ma pochi punti vendita (7,7%) e pochi addetti. Ciò significa che i franchisor nascono in gran numero ma restano piccoli. Fanno eccezione la aziende campane, che contano molti punti vendita (66% di quelli del Sud) e molti addetti (46% del Sud), perché investono in modo aggressivo nell’espansione. Rimane l’interrogativo su cosa blocchi i franchisor siciliani nel crescere ed espandersi fuori regione. Anche in Sicilia, come nel resto dell’Italia, prevalgono i negozi del settore abbigliamento (24%) e immobiliare (11%). I franchisor siciliani più numerosi risultano invece, a sorpresa, quelli dei servizi per il benessere e la bellezza.
Grande affluenza di studenti agli “Educational Tour”, incontri didattici nati dall’idea che aprire un negozio può essere un’opportunità per sfuggire alla disoccupazione e al lavoro nero.
Tra gli espositori spiccano ENI (che divulga gli “ENI Energy Store”), Poste Italiane con il franchising KiPoint e il Gruppo Binda.
Da ricordare anche il convegno dell’Unione Giovani Dottori Commercialisti, che ha illustrato l’”Enterprise Europe Network”, una rete di sportelli informativi sui servizi offerti dall’Unione Europea alle PMI.
Partner significativi come Ferpi, TP, Asfor hanno ribadito che la comunicazione e la formazione sono determinanti per lo sviluppo del franchising. Tra franchisor e franchisee dovrebbe instaurarsi uno scambio di informazioni, idee e buone pratiche che permette di pianificare il futuro dell’attività commerciale.
E’ questo il vantaggio del franchising: appoggiarsi alla forza del gruppo.
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