Il dato emerge dall'ottava indagine sul franchising in Italia presentata al recente Salone del Franchising di Catania. Rispetto al 2006, il 2007 ha fatto registrare un +7,8% dei marchi un + 7,2% dei punti vendita.
L’undicesimo Salone del Franchising, tenutosi nella prima settimana di marzo presso la Fiera del Sud di Catania, ha ospitato la presentazione dell'ottava indagine sul franchising in Italia, promossa da Fif-Confesercenti e condotta dal Gruppo Publimedia, che ha cercato di fare il punto sulle potenzialità di sviluppo del settore.
Rispetto al 2006, nel 2007 si è avuta una consistente espansione sia dei marchi sia dei punti vendita: rispettivamente +7,8% e + 7,2%, pari a 64 marchi in più e a un incremento di circa 3.000 unità dei punti vendita. A ciò è corrisposto un aumento del personale occupato del 5,3% e una buona performance del giro d’affari (+8,7%), che è arrivato a sfiorare i 19 miliardi di euro.
I 45.751 punti vendita in franchising rappresentano il 6% del totale degli esercizi del commercio al dettaglio che operano in Italia; nell’abbigliamento si sale al 10%, ovvero in Italia un negozio di abbigliamento su 10 opera con la formula del franchising.
Il grado di internazionalizzazione delle reti tende ad aumentare: il 40% dei franchisor ha un responsabile sviluppo estero e il 19% è presente all’estero con punti vendita diretti. Le aree dove si prevede una maggiore espansione sono i paesi dell’Europa dell’Est (Ucraina, Romania Russia) e l’Oriente (Asia, Cina, Giappone).
Sale l’investimento iniziale richiesto (da 70 mila a circa 80 mila euro). In aumento anche la quota di franchisor che richiede un diritto di entrata; in calo invece la percentuale di franchisor che richiede il pagamento di una royalty. È donna il 22% dei responsabili delle reti in franchising.
Per l’analisi della distribuzione territoriale e settoriale dei punti vendita in franchising che operano in Italia ci si è avvalsi per la prima volta dei dati di Brd Consulting e di G&O, società specializzate nel geofranchising. Oltre che quasi tutti i Capoluoghi di Regione, le aree a più alta densità di punti vendita in franchising (Pvf) sono la gran parte delle province lombarde e venete e l’area costiera del tirreno centro-meridionale. La Sardegna è la regione con la più bassa diffusione di Pvf, assieme alla Val D’Aosta. Da notare che tra le Regioni del Centro-Nord quella con minor densità di Pvf appare la Toscana.
Nella distribuzione settoriale dei punti vendita del franchising prevale il settore del commercio al dettaglio non alimentare (54% dei Pvf), seguito dai servizi (39%). Il settore food raccoglie circa il 6% dei punti vendita.
Il presidente della Federazione Italiana Franchising, Patrizia De Luise, ha evidenziato che il franchising continua la sua crescita anche in questo momento in cui il commercio mostra segni di difficoltà per la contrazione dei consumi. L’affiliazione è un’alternativa per imprenditori che da soli non potrebbero affrontare le sfide del mercato. I vantaggi derivano soprattutto dalle economie di scala: risparmio sui costi per le indagini sul prodotto e per la comunicazione.
Da sottolineare che l’undicesimo Salone del Franchising ha visto anche una grande affluenza di studenti all’iniziativa Educational Tour, un percorso didattico in cui le classi delle scuole superiori hanno seguito lezioni sul franchising e sulle sue potenzialità. L’obiettivo dell’iniziativa era risvegliare nei ragazzi l’idea che diventare imprenditori aprendo un negozio è un’opportunità per sfuggire alla scarsità di lavoro e al problema del lavoro nero.
Nel suo seminario, Raffaella Condina, di “Condina & Associati”, ha sottolineato che i momenti di formazione organizzati dai franchisor sono molto preziosi per i franchisee, che possono così imparare bet practice e soluzioni, scambiare esperienze con altri affiliati e pianificare il futuro della propria attività. Il franchisor, a sua volta, dovrebbe verificare con i franchisee i risultati conseguiti, i problemi, ma anche le proposte e le idee.
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